BLOCCO ALLA CAVIGLIA

 

Nonostante ancora oggi gran parte delle strutture ospedaliere eseguono anestesia spinale e talvolta anestesia generale per la chirurgia del piede la stragrande maggioranza degli interventi sul piede e caviglia possono essere eseguite con un blocco periferico.

Il blocco periferico alla caviglia con successivo rinforzo in sede chirurgico per la chirurgia del piede presenta vari vantaggi:

  1. è di esmplice esecuzione conoscendo l'anatomia del piede e caviglia

  2. ha un percentuale di successo che si avvicina al 100%

  3. crea un blocco sensitivo del solo piede, per cui mancano tutti gli effetti sensitivo-motori a carico della gamba e coscia, come avviene con l'anestesia spinale

  4. non richiede poi l'uso di un laccio emostatico durante l'intervento quindi riduce notevolmente il rischio di complicanze vascolari (flebite e tromboflebite) e risulta particolarmente indicato nei casi di patologie vascolari già in atto

  5. da un rapido recupero rendendo possibile il rapido invio del paziente al proprio domicilio.

A livello della caviglia passano 5 nervi: quattro sono rami del nervo sciatico, uno del nervo femorale.

In base alla diversa patologia e quindi tecnica chirurgica verranno bloccati tutti e cinque i nervi o u numero inferiore, assicurando ovviamente sempre una totale anestesia per quanto riguarda il dolore nella area chirurgica.

Il paziente che deve essere sottoposto ad intervento chirurgico viene visitato dall'anestesista almeno qualche giorno prima dell'intervento. Nel corso della visita l'anestesista conosce il proprio paziente, ha modo di sviscerare le condizioni cliniche ed eventuali problemi, ma soprattutto di spiegare in modo preciso e dettagliato le modalià secondo le quali verrà eseguito il blocco alla cavigli. 

Il giorno dell'intervento il paziente, a digiuno secondo le modalità che gli saranno state indicate dall'anestesista durante la visita anestesiologica, raggiunge la presala operatoria. Qui gli verrà posizionata una fleboclisi in una vena periferica del braccio e verrà assicurato un completo monitoraggio attraverso ECG, misurazione della pressione arteriosa e della saturazione dell'ossigeno nel sangue. Al paziente viene poi iniettato un farmaco (midazolam, il cui dosaggio varia in base al paziente) con la funzione di rilassarlo completamente in maniera che l'attesa non sia stressante.

Quando giunge il momento di eseguire il blocco vero, al paziente viene ricordato che verrà sedato per alcuni minuti in maniera che l'iniezione dell'anestetico locale usato per il blocco non risulti dolorosa. Non è tanto l'ago che crea dolore ma la pressione creata dal liquido iniettato nei tessuti. Normalmente usiamo un farmaco oppiaceo di brevissima durata (alfentanil 5-10 mcg/kg) e un ipnotico (propofol 1mg-1,5mg/kg). La esecuzione del blocco richiede pochi minuti. In tal modo il paziente non lamenta e non accusa alcun dolore. Per i pazienti più anziosi e poi possibile su richeiesta eseguire una sedazione sempre per via endovenosa che supisce la coscienza ad un stato di dormi-sveglia quindi non si percepiscono neanche i rumori durante l'intervento.

L'esecuzione del blocco periferico con rinforzo in sede chirurgica secondo queste modalità e le moderne tecniche chirurgiche assicurano un modestissimo trauma ai tessuti per cui la gestione del dolore postoperatorio è di facile soluzione mediante l'assunzione di alcune farmaci analgesici (normalmente FANS).