ALGODISTROFIA   (foto alla fine)

L’Algodistrofia  (anche conosciuto come Morbo o Atrofia di Sudek, distrofia da riflesso simatico (RSD), sindrome complessa del dolore regionale (CRPS), osteoporosi transitoria), è una patologia complessa non del tutto conosciuta. Oggi il meccanismo più accreditato è quello di una disfunzione del sistema nervoso simpatico. Quest’ultimo per varie cause verrebbe ipersollecitato e altera come conseguenza i normali processi fisiologici dell’osso e dei tessuti molli circostanti. L’osso tende a riassorbirsi creando cosi un quadro di osteoporosi dando spazio all’infiltrazione d’acqua che aumenta cosi la pressione all’interno dell’osso e indebolisce la sua struttura.

Colpisce con maggior frequenza l’estremità degli arti (piede e mano) ma può interessare anche il ginocchio e l’anca, gomito e spalla. Può interessare un osso in parte o totalmente o più ossa coinvolgendo anche l’articolazione o più articolazioni sino a tutto il distretto anatomico. E’ spesso scatenato da un evento traumatico anche banale ma altre cause sono da interventi chirurgici con immobilizzazione dell’arto, dall’assenza di carico, da affezioni del sistemo nervoso, da vasculopatie organiche o funzionali e da casi idiopatici dove insorge spontaneamente. La sua evoluzione non è proporzionata all’intensità o severità del trauma iniziale.

SINTOMI

I sintomi variano notevolmente e dipendono dalla zona e l’area colpita. All’inizio possono essere sia subdoli sia estremamente intensi. Sono caratterizzati da dolore più o meno intenso, talvolta intollerabile sottocarico e talvolta anche a riposo, gonfiore rossore e calore, formicolio, bruciore, impotenza funzionale del distretto colpito e una sudorazione anomala della zona interessata. Nel tempo e nelle forme più estese i tessuti si alterano, la pelle diventa sottile, secca e atrofica, si modificano il numero dei peli, il tono muscolare diminuisce e le articolazioni si irrigidiscono. Possibile anche la presenza di crampi spontanei

DIAGNOSI

La diagnosi spesso viene fatto in ritardo. Le radiografie convenzionali sono spesso negative all’inizio del processo in quanto non sono in grado di rilevare le modifiche qualitative dell’osso. Indispensabile eseguire una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) con STIR che mette in evidenza l’edema dell’osso coinvolto.

Se non trattata tende facilmente a cronicizzarsi è può divenire estremamente debilitante. Inoltre l’osso essendo indebolito di calcio diventa meno resistente al carico e quindi può deformarsi provocando cosi un danno permanente. Come talvolta insorge spontaneamente può anche risolversi spontaneamente in tempi molto lunghi (8-15 mesi).

TRATTAMENTO

Esistono diversi protocolli per trattare l’Algodistrofia. L’obiettivo comune è di restituire un normale flusso sanguigno nell’osso e tessuti circostanti e un normale rapporto di calcio nell’osso. Par fare questo l’osso ha bisogno di stimoli adeguati.

Risulta molto utile il carico controllato, il lavoro muscolare e mobilizzazione delle articolazioni coinvolte, i campi magnetici pulsanti, la camera iperbarica, i blocchi del simpatico, i farmaci contro l’osteoporosi, i vaso dilatatori, ginnastica vascolare e i drenaggi linfatici. Utili anche i farmaci antidepressivi che agiscono sul componente affettivo ed emotivo del dolore.

La terapia quindi serve ad abbreviare il decorso della malattia e ad evitare un danno permanente da rigidità articolare. 

 

  Astragalo                  Sottoastragalica

                                                              

   Calagno                      Cuneiformi